La Storia

Cenni storici della struttura si trovano nel catasto onciario di Nardò del 1750, dove troviamo la denominazione "Torrione Cola Rizzo" oppure Messer Vincenzo" e "Chiusurello in Arneo" di proprietà del possessore dell'Avetrana Pirincipe Vincenzo Imperiale.

Il complesso era costituito da "case, capanne, corti, aia" e le terre erano "agresti e macchiose". Essa era una delle più grandi masserie dell' Arneo e raggiungeva l'estensione di 1300 tomoli (1 Tomolo corrisponde a 0,63 ettari circa,  quindi un totale di 819 ettari) di terre macchiose e case e confinava a Levante con la Masseria Serra degli Angeli, a Ponente con la Masseria Diserta Boncore, a Tramontana con il Lido del Mare e a Scirocco con i possedimenti della Mensa Vescovile.
Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale fu varata dallo Stato la Riforma Agriaria e la Masseria Cola Rizzo che era divenuta di 1237 ettari fu frazionata in 37 poderi e 131 quote.

Era la più estesa ed articolata negli aspetti insediativi. Dal villaggio di Torre Lapillo (23 case abitate da famiglie di contadini) comprendeva 725 ettari di pascolo, 260 ettari di seminativo e incorporava la Palude Serra, la Feda e 165 ettari di lecceto, oggi del tuttto scomparso).

Nello stesso periodo, l'Ente Riforma istituì all'interno della stessa un proprio ufficio di rappresentanza che funzionò per diversi anni sino a quando nel 1968 venne progressivamente abbandonato per accorpamento delle funzioni  nell'ufficio centrale di Lecce.
tenuta quintino
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